Vengono previste nuove regole per molte tipologie contrattuali, dal lavoro ripartito all'associazione in partecipazione che vengono aboliti definitivamente, mentre apprendistato o lavoro accessorio subiscono aggiornamenti e ridefinizioni. Le novità maggiori riguardano i contratti di collaborazione coordinata e continuativa e i contratti di collaborazione a progetto (Cococo e Cocopro) che dovrebbero essere ridotti.

Dal 1° gennaio 2016, infatti, le collaborazioni continuative esclusivamente personali, di contenuto ripetitivo e con modalità di esecuzione organizzate dal committente dovrebbero essere contrattualizzate con contratto a tutele crescenti. Perciò i datori di lavoro dovranno far diventare questi contratti a tempo indeterminato.

Alcune tipologie di collaborazione coordinata sono escluse da questo obbligo, come per esempio:
- le collaborazioni in essere in settori nei quali gli accordi sindacali prevedono una disciplina specifica legata alle esigenze produttive e organizzative, per esempio i call center;
- le collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione ad un Albo, per esempio i giornalisti;
- le collaborazioni avviate per consentire l'esercizio delle funzioni a collegi e commissioni;
- le collaborazioni con associazioni e società sportive dilettantistiche che vengono prestate per fini istituzionali;

I vantaggi per l'azienda e il datore di lavoro sono:
- applicabilità delle nuove norme in materia di licenziamenti;
- sgravio contributivo della decontribuzione totale per i primi 36 mesi del contratto a tutele crescenti;
- estinzione illeciti riguardanti gli obblighi contributivi, assicurativi e fiscali legati alla qualifica assegnata erroneamente al lavoratore prima dell'assunzione a tempo indeterminato. Questa agevolazione, però, è fruibile dai datori di lavoro solo se i lavoratori assunti a tempo indeterminato sottoscrivano un atto di conciliazione in cui rinunciano a qualsiasi possibile pretesa legata alla qualifica precedente.