Negli Stati Uniti è stato presentato lo Startup Act; inizialmente presentato nel 2011 non fu approvato. Da gennaio 2015 la proposta di legge è tornata in Senato. Il punto chiave dello Startup Act è la modifica all'Immigration and Nationality Act. La proposta vuole garantire lo status di residente permanente a 50mila stranieri con un master o dottorato in discipline scientifiche, consentendo di restare nel Paese fino a un anno dopo la scadenza del visto da studente e a tempo indeterminato finché sono occupati nell'industria tech. Questo tipo di agevolazione riguarderebbe anche gli imprenditori stranieri: 75 mila nuovi permessi. I numeri di visti per motivi famiglia aumenta dal 7% al 15% mentre saltano i limiti per i visti di lavoro.

In Italia abbiamo uno Startup Visa: il visto di lavoro per cittadini extra-UE per fondare un'azienda innovativa, lanciato dal Ministero dello Sviluppo economico nel giugno 2014. Una procedura online e facilitata (in 30 giorni arriva il nulla osta da portare in Ambasciata) per un permesso di un anno.
Il programma Italia Startup Hub estende il permesso di soggiorno agli stranieri già in Italia e che vogliono rimanere per fondare una Startup innovativa.

In America il mondo universitario non è poi così separato da quello lavorativo, infatti la Startup Act punta a toccare da vicino anche il mondo delle università, prevedendo l'utilizzo di fondi federali per finanziare atenei che promuovono il trasferimento tecnologico.
Aumentare la comunicazione tra mondo accademico e di impresa è tra gli obiettivi della legge Italiana sulle startup innovative.

Tra le misure di agevolazione c'è il credito d'imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato. Anche il Patent Box risponde a questa logica e consente di escludere dalla tassazione il 50 % del reddito legato allo sfruttamento commerciale della proprietà intellettuale.
L'Internal Revenue Code ovvero la disciplina fiscale garantisce l'esonero dal pagamento delle tasse sui proventi dalla vendita di azioni startup detenute per oltre cinque anni. Ma soprattutto la proposta Americana si preoccupa di tutelare le startup anche dai provvedimenti emanati da agenzie federali o indipendenti. Anche da noi le startup innovative godono di una serie di agevolazioni fiscali e di semplificazione normativa, prevista dal Dl Crescita 2.0 e dall'Investment Compact, che ha esteso molti benefici alle piccole e medie imprese con alcuni requisiti specifici.
Dal 2012 è in vigore il Jumpstart Our Business Startups Act, la legge prevede deroghe e incentivi per favorire la nascita e soprattutto il finanziamento di nuove iniziative imprenditoriali, in particolare il CROWDFUNDING.